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52. BIENNALE DI VENEZIA Cultura contro l'effetto serra
Un successo l'evento di Cultura21 presso la Biennale di Venezia. Il 6 settembre 16 artisti, scienziati e giornalisti di diversi Paesi hanno discusso sulle strategie culturali per affrontare i problemi sociali ed ecologici del nuovo secolo
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La dimensione culturale della sostenibilità. Era questo il titolo dell’evento collaterale della Biennale di Venezia organizzato il 6 settembre 2007 da Cultura21, che riunisce più di 100 intellettuali, artisti, scienziati, insegnanti e giornalisti di diversi Paesi. Con giorno denso di conferenze, video e performance 16 di loro hanno voluto commemorare Joseph Beuys, 30 anni dopo la fondazione della “Libera Università Internazionale per la Creatività e la Ricerca” alla Documenta 6 di Kassel. L’evento si è svolto nella cornice dei “100 giorni di conferenza permanente” curati da Lucrezia de Domizio Durini.
Un assaggio dell’evento è stato dato il 5 settembre nel centro di Venezia. Con la performance “Attori del cambiamento” l’artista sudafricano James Reed ha posto l’attenzione sul problema dell’effetto serra. Un fenomeno del tutto attuale, viste le recenti inondazioni in Gran Bretagna e gli incendi in Italia e Grecia. “Non la globalizzazione, bensì lo sviluppo sostenibile si presenta sempre più come necessità senza alternative. Cultura21 intende lo sviluppo sostenibile come svolta culturale, da promuovere con l’arte, i media e l’istruzione”, spiega Davide Brocchi. Il sociologo residente a Colonia e originario di Rimini ha tenuto il discorso di apertura dell’evento del 6 settembre, che ha moderato insieme a Francesca Cozzolino, ricercatrice in sociologia dell’arte all’Écoel des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Il programma è iniziato con un contributo video sulla guerra dimenticata del Papua Occidentale, che dura dal 1963 ed è costata finora la vita a 100.000 indigeni. Steffen Keulig, cinematografo e responsabile tedesco dell’associazione Friends of Peoples close to Nature, ha illustrato il suo lavoro insieme a Sabine Kuegler, autrice del Bestseller “Figlia della giungla”, che dal 2005 ha venduto più di 500.000 copie. Sabine Kuegler, figlia di un missionario svizzero, è cresciuta nella tribù dei Fayu nel Papua Occidentale e ha vissuto direttamente la tragedia di questo popolo sotto il dominio delle truppe indonesiane e delle multinazionali. Le riforme europee dell’università, denominate “Processo di Bologna”, stanno provocando un’omologazione del mondo accademico orientata ai valori della concorrenza e dell’impresa. Questo è stato il tema di un video girato dagli studenti dell’Università di Lüneburg, presentato dal docente Sacha Kagan. Come si può cambiare questo status quo culturale? Il movimento e la migrazione sono fattori che promuovono il cambiamento. Michele Marziani, autore del romanzo “La trota ai tempi di Zorro”, ha parlato del suo recente “Viaggio sul Po”, alla ricerca del rapporto culinario fra uomo e ambiente. L’intervento si è svolto all’interno della “cornice” sonora “Digital Migration/Fraternité” creata dall’artista Isabella Bordoni di Rimini. Ilaria Riccioni, sociologa dell’Università di Bolzano, ha tenuto poi una lezione sull’”arte come fattore del cambiamento sociale”. Esempi concreti sono stati presentati negli interventi successivi. Il primo è stato della tedesca Insa Winkler, che si occupa da anni di arte rurale ed ambientale. Shelley Sacks, fondatrice del Social Sculpture Research Unit dell’università di Oxford, ha parlato invece di “scultura sociale”, uno dei concetti fondamentali del suo maestro Beuys. L’artista ecologica newyorchese Aviva Rahmani ha presentato un progetto sui cambiamenti climatici fra arte e scienza. Alla fine della giornata si è svolta una performance nei pressi di Piazza San Marco, diretta dal professor Hans Dieleman (sociologo dell’Università autonoma di Città del Messico), dal filosofo dell’azione Oleg Koefoed (Copenhagen) e da Insa Winkler. Il titolo: Il fiore sostenibile di Venezia. I passanti sono stati invitati ad esprimere le loro opinioni e i loro sentimenti su diversi temi. Sui petali di un fiore, ritratto su poster di carta poggiati sulla piazza, essi potevano scrivere o disegnare tutto quello che volevano.
Alla fine dell'evento si è deciso di organizzare un incontro tutto italiano di Cultura21, per verificare la creazione di una rete italiana. L'incontro si terrà probabilmente nella primavera del 2008 a Città Sant'Angelo (Abruzzo). Gli interessati posso inviare una loro domanda di participazione a Davide Brocchi.
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